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Un secolo prima che terminasse il secondo millennio, quando ancora non esisteva la fotografia, erano ancora i pittori a testimoniare attraverso la loro arte le rappresentazioni della vita quotidiana: che volto avesse quel tale monarca o come erano i palazzi a quel tempo.
L'avvento della fotografia ha causato un cambiamento nella pittura generando la necessità di sperimentare nuove forme di espressione non più legate al figurativo, come si è visto in tutto il novecento. Oggi, circondati da tecnologia, siamo costantemente bombardati da immagini che la tv, giornali, internet ci propinano. Quindi perchè proporre ancora figurativo?
Giovanni Rapiti ama il figurativo che utilizza per esprimere concetti. Nelle sue opere infatti si denota l'attrazione che ha per le introspezioni mentali, le relazioni e tensioni fra gli individui, fra i sessi e il rapporto con la natura, la tecnologia, il consumismo.
Avendo frequentato ambienti comunitari dove la spiritualita' (come quella vedica) e studi filosofici orientali hanno segnato la sua personalità, è propenso alla ricerca dell'anima come tema principale, senza perdere di vista l'osservazione della psiche con i suoi condizionamenti mentali.
Nel rappresentare i concetti legati alla dualità usa spesso raffigurare donne e uomini.
Ciò che emerge sono le differenze, le incomprensioni, la solitudine, le masse che si muovono, gli amori, le gelosie, le lotte, la ricerca, il mistero.
La lettura dei suoi dipinti può prestarsi a molte interpretazioni, ognuno scorgerà una propria verità, a volte ovvia, a volte ambigua o scomoda e chiunque riconoscerà un proprio "stato d'animo" per qualcosa che emerge da queste rappresentazioni di certo non potrà non provare qualche emozione.
Il suo messaggio forse critico, ma comunque indagatore osserva, non convinto, la corsa consumistica nella quale siamo tutti coinvolti, una corsa cieca che rischia di appiattire l'esistenza, calpestando i valori e privando la propria mente di quelle emozioni autentiche che sono la base di una vita equilibrata.
C.F.
Giovanni Rapiti è nato nel Lazio nel 1954, risiede e lavora in Umbria. |
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